Il controllo biologico delle larve di zanzara tramite l’uso di predatori acquatici (tra cui pesci, anfibi o insetti) non è una novità. Ma ora, le zanzare potrebbero avere un nuovo nemico. E non è un animale, ma una pianta. Stiamo parlando dell’utricularia (Utricularia macrorhiza), una pianta acquatica carnivora che abita i laghi e gli stagni del Nord America.

L’utricularia si nutre di vari protozoi e piccoli invertebrati acquatici. Per catturarli, questa pianta usa degli organi simili a vesciche con un poro circondato da strutture simili a peli. Quando un organismo che nuota tocca i peli, si innesca una reazione che fa sì che il poro si apra verso l’interno risucchiando la preda e intrappolandola nella vescica. La sfortunata creatura viene quindi digerita lentamente dagli enzimi della pianta.

Un team di ricercatori ha voluto verificare se l’utricularia potesse essere utilizzata per controllare le larve di zanzare come l’Aedes aegypti e l’Aedes albopictus (zanzara tigre), i vettori di arbovirus come Dengue, febbre gialla e Zika. Gli esperimenti hanno effettivamente confermato che la pianta può ingerire le larve delle zanzare, e che può sopravvivere per alcuni mesi quando viene introdotta nei contenitori artificiali in cui questi insetti si riproducono. Inoltre, le larve cresciute in presenza della pianta hanno mostrato una sopravvivenza significativamente inferiore rispetto rispetto a quelle senza utricularia.

Le zanzare che si riproducono in contenitori artificiali sono notoriamente difficili da controllare, anche perché questi ambienti solitamente non supportano la presenza di predatori animali. Come sottolineato dai ricercatori, in questi casi si potrebbe usare l’utricularia. Inoltre i fiori di questa pianta potrebbero anche essere una risorsa per api e altri impollinatori, un approccio ecologicamente sostenibile per il controllo integrato dei vettori.

In futuro, l’efficacia e sostenibilità dell’utricularia per il controllo di vettori come le zanzare Aedes dovrà essere valutata in accurati trials sul campo. Questa pianta carnivora è senza dubbio un’aggiunta interessante e promettente all’elenco di potenziali nuovi strumenti di controllo dei vettori, di cui abbiamo sempre più bisogno.

Clicca qui per la versione inglese.

FONTE

Couret J, Notarangelo M, Veera S, LeClaire-Conway N, Ginsberg HS, LeBrun RL. Biological control of Aedes mosquito larvae with carnivorous aquatic plant, Utricularia macrorhiza. Parasit Vectors. 2020;13(1):208. Published 2020 Apr 21. doi:10.1186/s13071-020-04084-4