Potremmo pensare che gli animali acquatici non vengano punti dalle zanzare. Invece, alcuni lo sono: ad esempio le orche in cattività possono contrarre infezioni trasmesse dalle zanzare, tra cui il virus del Nilo Occidentale.

Il virus del Nilo occidentale (abbreviato WNV in inglese) è un arbovirus (acronimo di virus trasmesso da artropodi, termine usato per i virus trasmessi da insetti e aracnidi) ed è trasmesso dalle punture delle zanzare del genere Culex. Gli uccelli sono i suoi ospiti naturali ma molti mammiferi sono suscettibili all’infezione da WNV, che rappresenta una delle cause più diffuse di encefalite virale nell’uomo a livello globale.

Anche i mammiferi marini tenuti in cattività, come le orche, possono essere gravemente colpiti da questo virus. Il WNV è stato implicato nella morte di un’orca in un parco marino del Texas nel 2007. Prima di allora, nel 1990 un altro animale morì nel parco marino di SeaWorld in Florida a causa di un altro arbovirus trasmesso dalle zanzare Culex, il virus dell’encefalite di St. Louis (SLE). Anche i cetacei allo stato selvatico che vivono in acque interne poco profonde sembrano essere esposti alle arbovirosi, come dimostrato nel 2009 dal ritrovamento di anticorpi contro il WNV nei delfini delle paludi e mangrovie in Florida e nella Carolina del Sud.

Secondo gli esperti che studiano e lavorano con le orche in cattività, questi animali sono a rischio di arbovirosi per vari motivi. È stato osservato che questi animali sono esposti ai morsi delle zanzare perchè, rispetto alle loro controparti in natura, trascorrono più tempo fermi sulla superficie dell’acqua (un comportamento chiamato in inglese logging). Anche l’esposizione prolungata alle radiazioni ultraviolette (UVR), evento comune nelle vasche poco ombreggiate dei delfinari, può avere effetti immunosoppressori sugli animali rendendoli più suscettibili alle infezioni.

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FONTI

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